Canzone tabelline

giovedì 8 ottobre 2009

I simboli dell'Unione Europea


La bandiera europea
Su uno sfondo blu, 12 stelle gialle in cerchio simboleggiano gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli.

Il motto dell'UE
Il motto è entrato in uso nel 2000 ed è: "Unità nella diversità".


Festa dell'Europa
Il 9 Maggio si celebra la festa dell'unione Europea, per ricordare le idee su cui si basa l'Unione, formulate per la prima volta il 9 Maggio del 1950.

I simboli dell'Unione Europea

L'inno europeo


La melodia è tratta dalla Nona Sinfonia di Beethoven. Il testo originale è in tedesco, ma quando viene usato come inno europeo è privo di parole.

Questo riportato sotto è la traduzione del testo dell'Inno alla Gioia.

( Per ascoltare il testo in tedesco clicca su play).



Inno alla Gioia

O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

L'Unione Europea


Storia dell'Unione Europea

L'Italia fa parte dell'Unione Europea ( UE), un organismo internazionale di Paesi democratici, che sono impegnati a lavorare insieme per la pace e la prosperità.
La sua istituzionale risale al Trattato di Maastricht, entrato in vigore nel 1993.
A questo trattato gli Stati aderenti sono però giunti dopo un lungo cammino iniziato nel 1951 con l'istituzione della Comunità europea del carbone e dell' acciaio, cui aderirono 6 paesi ( Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Repubblica federale tedesca). Nel 1957 questi stessi Paesi firmarono il Trattato di Roma, che istituì la Comunità economica europea. Fu questo il primo vero nucleo dell'attuale Unione Europea. Oggi l'Unione Europea, che è giunta ad accogliere ben 27 Paesi dei complessivi 44 che costituiscono l'Europa, rappresenta una zona di libero mercato caratterizzata da una moneta unica, l'Euro, adottata per ora da 13 dei 27 Paesi membri.


Le istituzioni europee

I 27 Stati hanno organi di governo comuni: il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione Europea, la Commissione Europea, la Corte di giustizia.

Il Consiglio dell'Unione Europea ha sede a Bruxelles ed è formato dai ministri di ciascuno Stato membro. La sua funzione principale è quella di esaminare e approvare le leggi proposte dalla Commissione Europea (= potere legislativo).
La Commissione europea ha sede a Bruxelles e difende gli interessi dell'unione nel suo complesso; propone le leggi e assicura che le decisioni prese vengano rispettate (= potere esecutivo).
Il Parlamento Europeo ha sede a Strasburgo e a Bruxelles. La sua funzione è di approvare le leggi ( =potere legislativo).
La Corte di giustizia ha sede a Lussemburgo e ha la funzione di garantire che le leggi adottate dall'Unione Europea ( =potere giudiziario).


Obiettivi dell'UE

L'Unione Europea si propone questi obiettivi:
  • la promozione della pace fra i popoli;
  • la tutela dei diritti del cittadino;
  • la collaborazione fra gli Stati;
  • la libera circolazione di merci e persone.

martedì 6 ottobre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

Breve storia della lingua italiana

La lingua è in continua trasformazione. Le parole che usi oggi non sono le stesse che usavano i tuoi nonni e ancora più indietro, i tuoi antenati.
Nel tempo la lingua cambia: alcune parole si modificano, altre vengono sostituite, altre ancora si perdono. Nel tempo quindi la lingua si evolve per vari motivi.
Prima di tutto bisogna capire la storia.

Gli antichi Romani, in Italia, parlavano il latino. Almeno lo parlavano le persone colte, che ci hanno lasciato i loro scritti. Il popolo parlava il vulgus, una lingua di cui non abbiamo nessuna traccia scritta, perché era una lingua orale.

Quando i Romani conquistavano dei territori, imponevano la loro lingua ai popoli sottomessi. In tutto l'Impero Romano la lingua ufficiale era così il latino, ma nei vari territori esso si mescolò alle varie lingue locali: nacquero cosi diverse lingue volgari.

Dopo tanti secoli in Italia si stabilì che la lingua volgare fiorentina usata da scrittori e poeti come Dante, Petrarca e Boccaccio diventasse la lingua ufficiale scritta. Da allora, pian piano, quella diventò la lingua comune a tutta l'Italia, l'italiano, mentre le varie lingue volgari parlate nelle diverse regioni divennero i dialetti regionali.

Negli altri stati nati dalla disgregazione dell'Impero Romano le lingue volgari hanno avuto i loro percorsi. Per la loro origine comune oggi sono chiamate neolatine.
Sono: l'italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese, il rumeno, il ladino e il sardo. Queste lingue, infatti, sono molto simili.


Ricorda
La lingua italiana deriva dal latino e fa parte del gruppo delle lingue europee neolatine (= derivanti dal latino). Come tutte le lingue anche la nostra è cambiata nel tempo. Molte parole che una volta si usavano oggi non si usano più: sono parole arcaiche ( ad es. pargolo, donzella, augello ....) .
Mentre ci sono parole nuove che si aggiungono al nostro uso comune, queste parole si dicono neologismi ( ad es. cliccare, microonde, euro, bancomat ...).

La lingua italiana è quella nazionale, parlata in tutta l'Italia; è la lingua che si studia, che troviamo nei testi scritti e nei documenti.
Il dialetto è una lingua soprattutto parlata, è usata soltanto in ambito regionale e in situazioni non ufficiali. A differenza della lingua italiana, i dialetti sono parlati in un territorio limitato ( regione - luogo di appartenenza).


Attento
La maggioranza degli italiani parla un italiano regionale, cioè una varietà della lingua influenzata dai dialetti, quindi diversi da regione a regione.
Per lo più noi usiamo quotidianamente parole prese in prestito da lingue straniere ( dall'inglese, dal francese e dal tedesco ); ad es. toast, jeans, computer, brioche, menu, wurstel, walzer , etc. .

Ricorda
La scienza che studia l'origine e la storia delle parole di una lingua si chiama etimologia. Per conoscere l'etimologia delle parole si deve consultare il dizionario, che ci spiega, oltre al significato, la categoria grammaticale, la pronuncia, la lingua da cui derivano.

La lingua italiana è un grande organismo vivente, che continuamente si rinnova. Al suo interno ci sono di continuo nuove acquisizioni, che compensano le perdite.

Le polis greche

L'antica Grecia non formava uno Stato unitario, ma era suddivisa in un gran numero di città- stato, le poleis, indipendenti le une dalle altre e ciascuna a capo di un piccolo territorio. Quindi in Grecia esistevano centinaia di polis; le polis più importanti erano: Atene, Sparta e Tebe. Queste polis erano spesso rivali e si facevano anche la guerra ma riuscivano partendo dalla comune identità culturale, a sviluppare anche forti legami tra loro. I Greci erano organizzati in strutture politiche abbastanza piccole: persino Atene, la più grande polis greca, non aveva che alcune migliaia di abitanti. Ciascuna delle polis consisteva in una singola città che sorgeva in riva ad un fiume o vicino al mare, circondata da mura e dalle campagne circostante che serviva al mantenimento della città.


Caratteristiche principali delle polis
All'interno delle mura della città c'era una zona più elevata l'acropoli, e poi una grande piazza centrale detta Agorà, che veniva usata per il mercato e per le assemblee dei cittadini.

Acropoli
Nell'acropoli sorgevano i principali edifici pubblici: templi e il tribunale. L'acropoli veniva usata anche come rifugio dalla popolazione in caso di attacco nemico

Agorà
L'agorà era un punto d'incontro per conversare con gli amici e scambiarsi idee. Nell'agorà si tenevano le assemblee alle quali potevano partecipare tutti gli uomini liberi per discutere e confrontare le proprie opinioni. Dalla vita pubblica erano escuse le donne, i forestieri e gli schiavi. L'agorà era il cuore delle polis: in essa la mattina presto arrivavano i contadini, gli agricoltori e i pescatori che insieme ad artigiani e commercianti, rifornivano la popolazione di quanto era necessario.

Teatro
In quasi tutte le polis si trovava anche un teatro in cui si rappresentavano commedie, tragedie e altri spettacoli. Gli spettatori sedevano su gradinate disposte a semicerchio mentre gli attori recitavano nella parte sottostante.

Le case
Erano a uno o a due piani, erano di mattoni. Le più grandi erano divise in due parti: una per gli uomini e una per le donne, chiamata gineceo.

Ginnasio e stadio
Per esercitarsi e gareggiare negli sport nelle polis c'erano una palestra detta ginnasio e uno stadio.

Alcuni detective famosi

Nero Wolfe

Nero Wolfe è un personaggio di fantasia nato dalla penna dello scrittore statunitense Rex Stout; ha fatto il suo debutto nel 1934. L'assistente privato di Wolfe, Archie Goodwin, ha documentato i casi del detective in 33 romanzi e 39 romanzi brevi; i gialli coprono un arco di tempo che va dagli anni trenta agli anni settanta, e la maggior parte di essi è ambientata a New York City.

Nero Wolfe pesa intorno ai 150 kg ("un settimo di tonnellata"), è un raffinato buongustaio, assai pignolo, e considera il lavoro alla stregua di un indispensabile fastidio che gli consente di tenere un alto tenore di vita; è moderatamente iroso, non parla di lavoro a tavola e, pur avendo una vasta clientela femminile, è fortemente misogino; coltiva rare orchidee nel giardino pensile della sua casa situata al numero 918 della 35a strada ovest di New York. Conduce orari di lavoro rigidissimi.

È specializzato nella risoluzione di intricati casi di omicidio che scioglie stando comodamente seduto a rimuginare sull'ampia poltrona del suo studio o beatamente affaccendato a curare le proprie piantine. Infatti l'investigatore non lascia quasi mai la propria abitazione (se non in pochissimi casi e mai per lavoro), abituato com'è a spostarsi tra tre vani ben distinti: la cucina, lo studio, ed esclusivamente tra le 9 e le 11 e tra le 16 e le 18, la serra privata (all'ultimo piano dell'abitazione). La disposizione dei vani, così come degli arredi e suppellettili, sono rigorosamente descritti da Stout, ed insieme alle inviolabili e immutabili abitudini, orari e regole di casa Wolfe, sono nel loro insieme una caratteristica fondamentale e comune di tutti i romanzi di Nero Wolfe.È quindi Archie Goodwin a recarsi sui luoghi del delitto, a interrogare testimoni o parenti della vittima (salvo i casi in cui questi siano disponibili a recarsi alla casa di Nero Wolfe per essere sentiti da lui direttamente), tenere sotto controllo e pedinare sospetti, e molto altro svolgendo quindi le funzioni di "gambe" e "occhi" del suo principale.


Sherlock Holmes

Sherlock Holmes è un personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle alla fine del XIXsecolo: protagonista di romanzi e racconti appartenenti al genere letterario del giallo deduttivo.

Holmes è uno strano detective che vive, insieme al dottor Watson, a Londra, al 221-b di Baker Street, in un appartamento che funge anche da studio e ufficio. Lì, infatti, vanno spesso persone a chiedere aiuto, e Scherlock le aiuta a risolvere situazioni intricatissime. I suoi ferri del mestiere sono: una lente d’ingrandimento, alcune conoscenze mediche, conoscenza di diversi tipi di tabacco e della relativa cenere che lasciano, conoscenza di veleni e di fango. E’ molto intelligente e ha un’ottima capacità di osservazione. Suona il violino.


Jules Maigret

Il commissario Maigret, creato dalla fantasia di Georges Simenon , è un personaggio letterario protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti di genere poliziesco rappresentati in numerose produzioni televisive .

L'autore lo descrive come un uomo dalla corporatura massiccia, ereditata dalla sua origine contadina, largo di spalle, dall'aspetto distinto, ma dall'indole burbera; amante della buona cucina e accanito fumatore di pipa.

Il suo metodo investigativo consiste nell'immergersi nelle atmosfere dei luoghi in cui i delitti sono stati commessi e, lasciandosi guidare dal proprio istinto, nell'immedesimarsi e cercare di comprendere la personalità e l'umanità dei diversi personaggi di un caso criminale, sino al punto, talora, di arrivare a giustificare il loro comportamento e a cambiare la sorte a cui sarebbero andati incontro.


Hercule Poirot

Hercule Poirot è un personaggio immaginario, celebre investigatore belga nato dalla fantasia della grande giallista Agata Christie, la quale ha ottenuto il successo sin dal debutto proprio grazie a questo fortunato personaggio. Hercule Poirot è un detective privato, ex ispettore della polizia belga. Si trasferisce nel 1914 in Inghilterra, come profugo di guerra. È alto poco più di un metro e mezzo, grassoccio, piuttosto anziano, ma non gli è mai stata attribuita un'età precisa. Le sue qualità positive sono molte ma le più evidenti sono: calma, riflessione, precisione e perspicacia. La sua testa è a forma oblunga, simile ad un uovo, e la tiene sempre leggermente inclinata verso destra. Ha le labbra incorniciate da baffi alla militare arricciati sulla punta, dei quali ha una cura maniacale, tanto da portare in tasca uno specchietto per poterseli ritoccare. I pochi capelli rimasti sono neri e per ravvivarne il colore non usa una tintura, bensì un tonico. Il suo abbigliamento è sempre rigorosamente preciso e perfetto. Una macchia, un granello di polvere gli darebbero fastidio più di una ferita. Abita a Londra in un moderno condominio dal 1930, dopo che il suo amico e compagno di avventure, il capitano Arthur Hastings.
Come investigatore ha un fiuto straordinario e riesce a risolvere i casi più intricati. Ha sistemi di indagine che rispecchiano la sua personalità: ordine, metodo e "celluline grigie". Non è un sentimentale, ma un logico, odia l'inspiegabile e finisce sempre per spiegarlo.


Jessica Fletcher

Jessica Fletcher è il personaggio principale della longeva serie televisiva statunitense La signora in giallo, ed è interpretata dall'attrice Angela Lansbury.

Nella serie, la signora Jessica Beatrice Fletcher , è una supplente d'inglese, divenuta famosa scrittrice di libri gialli, ma, usando il suo acuto spirito d'osservazione e la sua esperienza sull'argomento, spesso si ritrova a risolvere casi di omicidio veri e propri che, inspiegabilmente, sembrano perseguitarla. È vedova poiché suo marito, il capitano Frank Fletcher, è morto negli anni sessanta in un incidente aereo (su cui la signora Fletcher si ritrova ad indagare nel corso di un episodio) ma ha diversi parenti sparsi per il mondo, che appaiono nella serie televisiva.Abita a Cabot Cove, un paesino fittizio di 3680 abitanti che si trova sulla costa, nello stato del Maine.


Tenente Colombo

Colombo è una serie televisiva statunitense di genere poliziesco interpretata da Peter Falk.

Il protagonista, Colombo, è un tenente della polizia criminale di Los Angeles di origine italiana molto abile, ma (apparentemente) altrettanto distratto che prende appunti su uno stropicciato taccuino e che veste in modo molto trasandato, indossando un vecchio impermeabile da cui non si separa mai. Colombo è altresì un incallito fumatore e di solito compare con un mozzicone di sigaro in mano. È sposato, e spesso nomina sua moglie, ma questa non appare mai sullo schermo. Suo fedele compagno è un cane che non ha nome perché il tenente non ne ha trovato uno che gli piacesse e che quindi chiama semplicemente "Cane". Colombo guida una Peugeot 403 del 1959, targata "044 APD". Colombo incastra gli assassini con prove perfette.



Testo narrativo


Il racconto giallo

Il racconto giallo o poliziesco è incentrato su un caso misterioso legato a un crimine, come un delitto, un furto ò un sequestro, che viene risolto da abili investigatori attraverso la ricerca e lo studio degli indizi, cioè delle tracce lasciate dai colpevoli.

Questo genere di racconti suscita continua suspance e curiosità nel lettore, che è tenuto con il fiato sospeso per tutta la narrazione.

I racconti gialli presentano situazioni realistiche sviluppate in un luogo e tempo ben determinati.

Il protagonista è di solito un brillante investigatore, un poliziotto o un detective che svolge le indagini per risolvere il mistero.

Le indagini ( interrogatori, sopralluoghi sulla scena del delitto, analisi scientifiche ….) occupano ampia parte del racconto giallo.

Il protagonista cerca gli indizi ossia le tracce su cui si basano le indagini, fondamentali per scoprire il colpevole.

Ricorda

Nei racconti gialli o polizieschi i misteri che gli investigatori devono risolvere sono, nella maggioranza dei casi, omicidi, furti, rapimenti, sparizioni improvvise.




Elementi del racconto giallo

Il racconto poliziesco o giallo ha la struttura del testo narrativo.

Inizio: viene presentato il caso, l’enigma o il reato da risolvere.

Vicenda: il protagonista è l’investigatore che, attraverso un’accurata indagine, risale al colpevole del reato e al suo movente, cioè al motivo che lo ha spinto a compiere il misfatto.

Conclusione: la storia si conclude con la soluzione del caso; lo smascheramento del colpevole e la motivazione.



Curiosità

I racconti polizieschi sono definiti “ gialli” perché quando furono pubblicati per la prima volta in Italia nel 1930 dalla casa Editrice Mondatori, avevano la copertina gialla.