Augurissimi
con affetto
Mary
Glitterfy.com - Happy Birthday Glitter Graphics
Questo blog nasce con l'intento di arricchire le attività didattiche e i progetti educativi, ma anche di raccogliere materiale sperimentato in classe ritenuto efficace per coinvolgere gli alunni e tutti voi che visitate il nostro blog.

Carissimi genitori della classe 5 e carissimi bambini, vi ringrazio per la meravigliosa serata che avete organizzato per festeggiare il termine della scuola Primaria. Son stata divinamente.
Ringrazio i genitori per essere stati sempre presenti e di aver appoggiato ogni mia scelta didattica e educativa. Ringrazio i bambini per l'affetto dimostratimi e per essere stati sempre educati e diligenti. La maestra vi augura di diventare sempre più bravi e di superarare il nuovo ciclo scolastico con ottimi voti.
Vi ringrazio per il stupendo pensiero, che verrà indossato il più presto!
Un abbraccio da maestra Gloria.


Gli uomini romani indossavano solitamente la toga, un lungo telo, in genere di lana bianca, drappeggiato sulle spalle e intorno al corpo.
La toga veniva indossata sopra la tunica,un indumento lungo fino al ginocchio senza maniche e stretto alla vita da una cintura.
Anche le donne indossavano la tunica; sopra di essa portavano la stola,un abito lungo fino alla caviglia, con le maniche corte, allacciato sulle spalle da fibbie e munito di cintura. Quando uscivano indossavano un ampio mantello, detto palla, che copriva anche la testa.

La società romana era divisa in classi sociali.
I patrizi erano i ricchi aristocratici proprietari di terre. Avevano questo nome perchè erano i discendenti dei patres, i padri fondatori di Roma. Arrivando per primi si erano suddivisi le terre migliori e avevano fatto fortuna. Inizialmente solo i patrizi potevano diventare magistrati o senatori.
I plebei discendevano dalle famiglie arrivate a Roma dopo la sua fondazione. Il loro nome deriva dal termine latino plebs, che significa "moltitudine". Erano contadini, piccoli commercianti e artigiani che esercitavano liberamente il loro mestiere. Non tutti erano riusciti a fare fortuna: molti erano poveri, senza lavoro fisso e vivevano alla giornata.
Gli schiavi erano numerosi e privi di ogni diritto. Nella maggioranza dei casi, erano prigionieri di guerra e potevano essere comprati e venduti. Lavorano nei campi, nelle miniere e come domestici. A volte riuscivano a ottenere la libertà come ricompensa dei loro servizi o alla morte del padrone, diventando "liberti".