Il ballo di Simone

venerdì 11 aprile 2014

Decoupage su uovo






Prova anche tu a decorare delle uova con la tecnica del decoupage, non è difficile.. ci vuole solo un po di pazienza e di creatività!

venerdì 21 marzo 2014

Mandala primaverili

Stampa e colora il tuo  mandala primaverile preferito, ricorda usa colori più caldi...












Filastrocca di primavera


Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l'erbetta
spunterà qualche violetta:
Oh prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.

(Rodari)

domenica 2 marzo 2014

Poesia per Carnevale





Che allegria!
Guarda, mamma, nella via
quanta gente e che allegria!
Che bizzarre mascherate,
dalla banda rallegrate!
Quante voci, quanti fiori
quanta gioia inonda i cuori!
Vedo Cecca e Meneghino,
Scaramuccia ed Arlecchino,
e quell’altro? Ah, è Trivella,
che dà il braccio a Pulcinella!
E quel goffo Pantalone
con i baffi… di cartone?
Or s’avanzano bel bello
e Pagliaccio e Stenterello…
Senti, senti, mia mammina,
che gazzarra! Una ventina
di giocondi fanciulletti
mascherati da folletti. (G. Pisani)

martedì 18 febbraio 2014

Maschere tradizionali della Sardegna

Boes e Merdules

Quello di Ottana, uno dei più noti, autentici e affascinati carnevali della Sardegna, ha tre protagonisti principali: sos Boes, i buoi, ricoperti di campanacci e pelli di pecora e tenuti dalle redini da sos Merdùles, uomini col viso coperto da atroci maschere nere, e infine Sa Filonzana (o “Sa ilonzana”), una spaventosa e misteriosa vecchia che fila la lana. Il “Carrasegare de Otzana”, come gli altri carnevali sardi, affonda le sue radici nel mondo sardo arcaico e mette in scena i momenti più importanti della vita agro-pastorale.

Mamuthones e Issohadores

Probabilmente quello di Mamoiada, paese al centro della Barbagia, è il carnevale sardo più noto anche fuori dalla Sardegna. I protagonisti assoluti sono le maschere dei Mamuthones e degli Issohadores. I primi indossano le famosissime maschere nere di legno, pelli ovine sul corpo e soprattutto pesanti campanacci sulla schiena, che agitano seguendo dei precisi passi di danza. Gli Issohadores hanno un aspetto più umano, portano giubbe rosse e pantaloni bianchi. I due gruppi portano avanti una vera e propria cerimonia, tanto affascinante quanto misteriosa, che affonda le sue radici nella lontana cultura sarda agro-pastorale e nei riti legati ai culti dionisiaci.


Sos Tumbarinos

Sos tumbarinos sono i tamburini che nei giorni del Carnevale animano le strade di Gavoi, paese nel cuore della Barbagia, suonando all’impazzata sui tamburi costruiti a mano con pelli di pecora e capra. Il vero protagonista di questo carnevale infatti è proprio il suono, “su Sonu”. I tamburi di Sos tumbarinos sono accompagnati da “su pipiolu” (il piffero), “su triangulu” (il triangolo)” e “su tumborro”, una serraggia, strumento a corda realizzata con una vescica di animale. Il carnevale di Gavoi, che ha probabilmente origine dagli antichi riti dionisiaci, inizia dal giovedì grasso fino all’alba del mercoledì successivo. La notte del martedì grasso si dà addio alla festa bruciando su un rogo Zizzarone, il fantoccio del re del carnevale

Sos Thurpos e S’Eritaju

Sos Thurpos sono le maschere tipiche del carnevale di Orotelli. Hanno il viso dipinto di nero con gli occhi coperti dal cappuccio di un lungo pastrano di orbace detto su “gabbanu”. Sos thurpos rappresentano diversi personaggi della tradizione contadina. Alcuni di loro sono aggiogati come buoi e portano a tracolla dei campanacci per allontanare gli spiriti maligni. La sfilata del carnevale viene movimentata dai thurpos che con una corda tentano di catturare qualche preda tra il pubblico.





venerdì 7 febbraio 2014

San Valentino






Febbraio

E’ febbraio monellaccio
 molto allegro e un po’ pagliaccio;
 ride, salta, balla, impazza,
 per le vie forte schiamazza;
 per le vie e per le sale 
accompagna il Carnevale.
 Se fra i mesi suoi fratelli
 ve ne sono di più belli,
 il più allegro e birichino,
 sempre è lui, ch’è il più piccino.