Il ballo di Simone

martedì 8 luglio 2014

Annuncio

La maestra Gloria e il papà Luca annunciano che il 30 Giugno alle ore 17 è nato il piccolo Gionatan.

LAVORETTO ESTIVO


Materiale:
  1. tegola,
  2. carta da decoupage,
  3. conchiglie,
  4. stucco,
  5. pennelli,
  6. colla vinilica e acqua,
  7. fletting.

martedì 13 maggio 2014

Poesia per il 2 Giugno




Costituzione

Benvenuti. A voi mi presento
sono il documento,
il monumento dell'Italia unita
da vent'anni di violenze uscita
e dalla guerra lacera e ferita,
che con me ha iniziato una nuova vita.

2 giugno '46: il popolo italiano
vota per la Repubblica,non vuole più un sovrano,
diritti che vegliano la storia di ognuno
e che preferenze non fanno a nessuno.
Violarli vuol dire tradire davvero
il patto che lega un popolo intero.

Il patto che viene dai nonni-coraggio
che hanno lottato per farcene omaggio.

Anche tu hai il compito di far da guardiano
perché questo bene non ci sfugga di mano.

Diritto alla vita. Diritto al nome.
Diritto ad esprimere la nostra opinione.
Diritto a esser liberi, mai sfruttati.
Diritto al rispetto, mai offesi e umiliati.

La legge è uguale per tutti,
la legge non fa differenza,
la legge non guarda le tasche,
la legge non ha preferiti,
non chiede opinioni o credenze
ci guarda attraverso i vestiti.
Lo Stato siamo noi cittadini
e allora davanti alla legge saremo
più uguali e vicini.

Servono braccia, menti, passione
serve l'impegno di tante persone.
Siamo immigrati, siamo italiani, 
siamo buddisti, laici o cristiani,
eppure c'è chi lavoro non trova,
c'è chi lo perde, chi è solo in prova.

Ogni persona, ogni uomo, ogni donna,
quando lavora si sente colonna
di questa grande casa stivale:
tetto sui monti, porte sul mare.

La scuola è aperta a tutte le menti,
anche se tutte son differenti.
La scuola è libera come il sapere
ed è una sorgente, dà a tutti da bere.

Corriamo dal dottore perché ci curi il male,
se questo non basta corriamo all'ospedale.
Sani, malati, deboli, si cambia all'improvviso.
Dobbiamo avere tutti un medico e un sorriso.

Libera carta per libero stato,
l'ha chiesta un popolo che ha tanto lottato.

L'Italia ripudia la guerra, perché la guerra
è un mostro che mangia la libertà degli uomini
e copre i colori di nero inchiostro.
L'Italia vuole la pace. L'Italia ripudia la guerra.
L'Italia vuole aiutare a fare la pace su tutta la terra.
L'Italia vuole la pace perché la pace è un seme
che cresce solo se gli uomini imparano a vivere insieme.

venerdì 11 aprile 2014

Decoupage su uovo






Prova anche tu a decorare delle uova con la tecnica del decoupage, non è difficile.. ci vuole solo un po di pazienza e di creatività!

venerdì 21 marzo 2014

Mandala primaverili

Stampa e colora il tuo  mandala primaverile preferito, ricorda usa colori più caldi...












Filastrocca di primavera


Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l'erbetta
spunterà qualche violetta:
Oh prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.

(Rodari)

domenica 2 marzo 2014

Poesia per Carnevale





Che allegria!
Guarda, mamma, nella via
quanta gente e che allegria!
Che bizzarre mascherate,
dalla banda rallegrate!
Quante voci, quanti fiori
quanta gioia inonda i cuori!
Vedo Cecca e Meneghino,
Scaramuccia ed Arlecchino,
e quell’altro? Ah, è Trivella,
che dà il braccio a Pulcinella!
E quel goffo Pantalone
con i baffi… di cartone?
Or s’avanzano bel bello
e Pagliaccio e Stenterello…
Senti, senti, mia mammina,
che gazzarra! Una ventina
di giocondi fanciulletti
mascherati da folletti. (G. Pisani)

martedì 18 febbraio 2014

Maschere tradizionali della Sardegna

Boes e Merdules

Quello di Ottana, uno dei più noti, autentici e affascinati carnevali della Sardegna, ha tre protagonisti principali: sos Boes, i buoi, ricoperti di campanacci e pelli di pecora e tenuti dalle redini da sos Merdùles, uomini col viso coperto da atroci maschere nere, e infine Sa Filonzana (o “Sa ilonzana”), una spaventosa e misteriosa vecchia che fila la lana. Il “Carrasegare de Otzana”, come gli altri carnevali sardi, affonda le sue radici nel mondo sardo arcaico e mette in scena i momenti più importanti della vita agro-pastorale.

Mamuthones e Issohadores

Probabilmente quello di Mamoiada, paese al centro della Barbagia, è il carnevale sardo più noto anche fuori dalla Sardegna. I protagonisti assoluti sono le maschere dei Mamuthones e degli Issohadores. I primi indossano le famosissime maschere nere di legno, pelli ovine sul corpo e soprattutto pesanti campanacci sulla schiena, che agitano seguendo dei precisi passi di danza. Gli Issohadores hanno un aspetto più umano, portano giubbe rosse e pantaloni bianchi. I due gruppi portano avanti una vera e propria cerimonia, tanto affascinante quanto misteriosa, che affonda le sue radici nella lontana cultura sarda agro-pastorale e nei riti legati ai culti dionisiaci.


Sos Tumbarinos

Sos tumbarinos sono i tamburini che nei giorni del Carnevale animano le strade di Gavoi, paese nel cuore della Barbagia, suonando all’impazzata sui tamburi costruiti a mano con pelli di pecora e capra. Il vero protagonista di questo carnevale infatti è proprio il suono, “su Sonu”. I tamburi di Sos tumbarinos sono accompagnati da “su pipiolu” (il piffero), “su triangulu” (il triangolo)” e “su tumborro”, una serraggia, strumento a corda realizzata con una vescica di animale. Il carnevale di Gavoi, che ha probabilmente origine dagli antichi riti dionisiaci, inizia dal giovedì grasso fino all’alba del mercoledì successivo. La notte del martedì grasso si dà addio alla festa bruciando su un rogo Zizzarone, il fantoccio del re del carnevale

Sos Thurpos e S’Eritaju

Sos Thurpos sono le maschere tipiche del carnevale di Orotelli. Hanno il viso dipinto di nero con gli occhi coperti dal cappuccio di un lungo pastrano di orbace detto su “gabbanu”. Sos thurpos rappresentano diversi personaggi della tradizione contadina. Alcuni di loro sono aggiogati come buoi e portano a tracolla dei campanacci per allontanare gli spiriti maligni. La sfilata del carnevale viene movimentata dai thurpos che con una corda tentano di catturare qualche preda tra il pubblico.